È tra gli argomenti più discussi della politica italiana negli ultimi 20 anni e, sicuramente, tra le questioni più spinose per il popolo italiano: le tasse. Troppo onerose, complicate nel calcolo e, ancora oggi, pagate solo da una minima parte dei cittadini.    

Per questo motivo, tra le misure proposte del governo in carica, per agevolare la ripresa economica c’è la chiacchieratissima flat tax, l’ultima proposta di tassazione agevolata ad aliquota unica pari al 15%.

Ma di che cosa si tratta? Come funzionerebbe la tassazione agevolata? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Per capire bene di cosa stiamo parlando, è necessario fare un paragone con il sistema attuale.

Oggi, la maggior parte dei contribuenti paga l’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche: un’imposta che è diretta, in quanto si applica sul reddito prodotto, e personale, poiché è tassato il singolo contribuente.

Una delle differenze sostanziali con la flat tax è che l’Irpef non è calcolata applicando un’aliquota unica a tutto il reddito, ma è determinata applicando una o più delle cinque aliquote diverse a seconda delle fasce di reddito nelle quali ricade il contribuente.

Facendo un esempio concreto, se un contribuente produce un reddito lordo pari a 23.000 euro, con l’attuale calcolo d’imposta (basato su due aliquote, in questo caso), dovrebbe pagare 5.610 euro di tasse, sui cui può avere diritto a deduzioni e detrazioni, che abbassano gli importi dovuti, facendo sì che il contribuente non sconterà quasi mai l’imposta piena sul reddito.

Se dovessimo, invece, calcolare gli importi dovuti del nostro ipotetico contribuente applicando la flat tax, il calcolo sarebbe indiscussamente più semplice, poiché al reddito prodotto di 23.000 euro andrebbe applicata un’unica aliquota pari al 15%, con il risultato che dovrebbe versare 3.450 euro (con la differenza di 2.160 euro di tasse in meno all’anno).

Un’altra differenza sostanziale tra flat tax e Irpef è che la prima sarà applicata sul reddito di tutta la famiglia (che non potrà superare i 50.000 euro, altrimenti la tassazione “piatta” non si potrà applicare). Inoltre, è prevista una deduzione di 3.000 euro per ogni membro del nucleo familiare per i nuclei familiari compresi tra 0 e 35.000 euro, mentre per i nuclei con redditi fino a 50.000 euro la deduzione sarebbe ammessa solo per i familiari a carico. Per i redditi superiori ai 50.000 euro non sarebbe prevista alcuna agevolazione.


Dall’esempio si evincono almeno due vantaggi del calcolo delle imposte dovute con la flat tax:

-         la riduzione della pressione fiscale sulle famiglie

-         la semplificazione del sistema di calcolo delle imposte

Mentre tra gli svantaggi possiamo notare che la flat tax

-         Il rischio di avvantaggiare coloro che hanno un reddito più alto, poiché il risparmio aumenta con l’aumentare del reddito

-         Le minori entrate per lo Stato