La “Legge di Bilancio 2019”, emanata con la L. 30.12.2018 n. 145, è entrata in vigore dal 1° Gennaio 2019. Perciò, a poco più di un mese dell'entrata in vigore della stessa, faremo un veloce e chiaro riepilogheremo sulle principali novità apportate in materia fiscale, di bilancio e sulle agevolazioni.


Estensione del regime forfetario ex L. 190/2014

Tra le agevolazioni sicuramente più interessanti in abito fiscale rientra l'estensione del regime forfetario, secondo cui possono accedere al regime le persone fisiche con ricavi e compensi non superiori, nell’anno precedente, a 65.000,00 euro. Sono, invece, rimossi i limiti connessi al sostenimento di spese per lavoro dipendente (5.000,00 euro) e per beni strumentali (20.000,00 euro), le quali, quindi, non devono più essere computate ai fini dell’accesso e della permanenza nel regime dal 1° Gennaio 2019.

Nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, ai fini del computo del limite di ricavi o compensi, si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Mentre, non possono utilizzare il regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività partecipano a società di persone, associazioni o imprese familiari (art. 5 del TUIR) o coloro che controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Rispetto alla versione previgente della disposizione è stato aggiunto in modo esplicito il riferimento alle imprese familiari, alle srl non in regime di trasparenza e alle associazioni in partecipazione.


Imposta sostitutiva per ricavi/compensi fino a 100.000,00 euro

A decorrere dal 1° Gennaio 2020 verrà istituita un’imposta sostitutiva pari al 20% sui redditi d’impresa e di lavoro autonomo delle persone fisiche. Il regime agevolato sarà condizionato sia da un limite di ricavi e compensi che dall’assenza, durante la sua applicazione, di una serie di condizioni ostative.

Infatti, il regime sarà fruibile dai soggetti che hanno conseguito ricavi o percepito compensi nell’intervallo tra 65.001,00 e 100.000,00 euro, nel periodo d’imposta precedente a quello per il quale verrà presentata la dichiarazione. In caso di esercizio contemporaneo di più attività, per il computo dell’intervallo di ricavi o compensi, si assumerà la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Per quanto riguarda le condizioni che precluderanno l’utilizzo del nuovo regime sono analoghe a quelle previste per il regime forfetario ex L. 190/2014. Conseguentemente, non vi è addebito dell’IVA a titolo di rivalsa, né detrazione di quella assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti, anche intracomunitari, e sulle importazioni. Tuttavia, a differenza del regime forfetario, l’applicazione del regime di favore in esame non esonererà dall’obbligo di fatturazione elettronica previsto dal DLgs. 5.8.2015 n. 127.


Pace fiscale: Definizione dei ruoli da omesso versamento

Infine, la tanto discussa e chiacchierata, "Pace Fiscale" che introduce una sanatoria dei ruoli derivanti da omesso versamento di imposte e contributi dichiarati, circoscritta ai carichi trasmessi agli Agenti della riscossione dal 2000 al 2017, derivanti da tributi dichiarati e non versati emergenti dalla liquidazione automatica della dichiarazione.

Solo i ruoli beneficiano della sanatoria, pertanto sono esclusi gli avvisi bonari successivi alla liquidazione della dichiarazione, salvo che il ruolo sia stato già formato e consegnato entro il 31 Dicembre 2017.

Deve trattarsi di debiti di persone fisiche che presentano un indice ISEE su base familiare non superiore a 20.000,00 euro. Sono di conseguenza esclusi i debiti delle società, di persone o di capitali, e di altri enti, non trattandosi di persone fisiche. Devono inoltre essere debiti diversi da quelli dell’art. 4 del DL 119/2018 (che prevede l’annullamento di diritto dei carichi sino a 1.000,00 euro del periodo 2000-2010).

La legge parla espressamente di omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali scaturenti dalle attività di liquidazione automatica delle dichiarazioni stesse. Sembra pertanto si possa trattare solo di imposte sui redditi, IVA, IRAP e imposte sostitutive.

Sono quindi esclusi dalla definizione in esame gli importi che derivano da atti impositivi, quali avvisi di accertamento, di liquidazione, di recupero del credito d’imposta e che emergono dal controllo formale della dichiarazione, come le spese detraibili e gli oneri deducibili dal reddito complessivo non adeguatamente documentati.

Rientrano anche i contributi dovuti dagli iscritti alle Casse professionali o alle Gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS (es. Gestione Artigiani e Commercianti e Gestione separata ex L. 335/95), con esclusione di quelli richiesti con accertamento.

Lo stralcio del debito a titolo capitale consente di pagare la cartella di pagamento con stralcio intero di sanzioni e interessi di mora (art. 30 del DPR 602/73), corrispondendo:

• il 16% dell’imposta e altri interessi, se l’ISEE è fino a 8.500,00 euro;

• il 20% dell’imposta e altri interessi, se l’ISEE è superiore a 8.500,00 euro e fino a 12.500,00 euro;

• il 35% dell’imposta e altri interessi, se l’ISEE è superiore a 12.500,00 euro e fino a 20.000,00 euro.


Fonte: Eutekne